COMUNICATO STAMPA CIMO-FESMED


CIMO FESMED: illude migliaia di giovani che non avranno poi accesso alla specializzazione e saranno reclutati a basso costo o espatrieranno

Bene l’ipotesi di Anelli- FNOMCeO di fare ricorso

Roma, 24 giugno 2020 - “Dopo aver creato un vero e proprio imbuto formativo, attraverso l’evidente disequilibrio tra numero di medici neo laureati e numero di posti alle scuole di specializzazione, ecco il vero “colpo di genio”: aumentare l’accesso alla Facoltà di Medicina di circa 1.500 unità senza un contestuale incremento degli accessi alle specializzazioni. Quindi, agli oltre 22.000 camici grigi, se ne aggiungeranno, ogni anno, non meno di altri 1.500 colleghi a cui verrà precluso un dignitoso inserimento nel mondo del lavoro”. Questo il commento del Presidente Guido Quici della Federazione CIMO-FESMED all’ipotesi di un aumento di 1.500 posti al corso di Laurea alla Facoltà di Medicina e Chirurgia per il prossimo anno accademico.

“L’iniziativa del MIUR è fuori da ogni logica – continua - perché illude migliaia di giovani, espone economicamente migliaia di famiglie per il sostegno allo studio e formerà, parzialmente, migliaia di neo dottori che tra sei anni, quando la gobba pensionistica sarà esaurita, si troveranno di fronte ad un il mercato del lavoro saturo con ulteriori fughe dal nostro Paese. Nasce inoltre il sospetto che non si vogliano più medici specializzati, che si voglia formare medici dotati di una semplice laurea per utilizzarli, a basso costo, in strutture meno qualificate, magari anche per favorire quel task shifting che permetterebbe, all’intero mondo delle professioni sanitarie, la tanto auspicata “omogeneizzazione” nell’assistenza ai pazienti. In altre parole sempre più medici senza specializzazione”, conclude Quici.

La Federazione CIMO-FESMED condivide, quindi, la posizione del Presidente della FNOMCeO Filippo Anelli ed auspica che la sua iniziativa di ricorrere alla decisione assunta dal MIUR sia approvata all’unanimità dal Comitato centrale della FNOMCeO.

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